L’eredità vivente di Rousseau: l’autenticità negativa – Seminario

30 October 2017 | 10:00 — 12:00

FBK Aula Piccola

Fondazione Bruno Kessler - Polo delle Scienze Umane e sociali
Aula Piccola

Il seminario si interrogherà sul destino del principale concetto normativo positivo (l’altro è quello negativo di alienazione) che Rousseau ha trasmesso in eredità alla tradizione della teoria critica: l’autenticità, ossia il valore di essere se stessi e non come gli altri vorrebbero che fossimo.

Lo farà distinguendo all’interno della sua opera due gesti in tensione. Il primo, di natura critica, segna la secessione dell’io rispetto a un’identità sociale percepita come non propria, e consiste in un puro gesto negativo, di non-identificazione («io non sono così»). Il secondo, teso invece a riempire questo gesto di contenuti, aderisce a una presunta «natura» dell’io o a una fonte normativa sicura (la voce della coscienza, il sentimento di esistenza), che conduce alla constatazione positiva: «io sono così», queste sono le mie «qualità essenziali».

L’ipotesi che verrà avanzata nel seminario è che, mentre il secondo gesto ha fallito, ed era destinato a fallire perché ogni aderenza dell’io a un principio normativo stabile dà inevitabilmente luogo a una commedia dell’autenticità (la stessa messa in scena da Rousseau nelle sue opere autobiografiche), il primo resta irrinunciabile e costituisce l’unica via di uscita dalle aporie del riconoscimento e del conformismo sociale.

L’evento è aperto al pubblico e non è richiesta la registrazione.

People

  • École des hautes études en sciences sociales (EHESS), Parigi
    Speaker
    Barbara Carnevali è Maître de conférences in Filosofia all’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. Si è formata a Pisa, Urbino, Chicago e Parigi. I suoi interessi di ricerca sono la dimensione estetica della vita sociale, l’arte come forma di conoscenza del mondo sociale, la teoria critica. È autrice, tra l’altro, di Romanticismo e riconoscimento. Figure della coscienza in Rousseau (il Mulino 2004) e Le apparenze sociali. Una filosofia del prestigio (il Mulino 2012).

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