Il corpo di Bob: Che se ne fanno gli intellettuali illuministi della loro carne?

FBK Aula Piccola

Fondazione Bruno Kessler - Polo delle Scienze Umane e sociali
Aula Piccola

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Come insegna Cartesio, in una concezione del tutto razionalistica e mentale del lavoro intellettuale, il corpo fisico del pensatore è un ostacolo o, nel migliore dei casi, il supporto utile (e necessario!) ma trascurabile del pensare. Ma cosa succede quando il pensatore scopre il suo corpo? Cosa succede quando si rende conto che il suo “possente cervello” non è l’unica cosa che conta? Utilizzando materiali inediti, diari e corrispondenza dell’intellettuale americano Robert Bellah, questo seminario prova ad affrontare questo tema da un punto di vista pre-postmoderno. La domanda non è “Cosa hanno fatto del proprio corpo i pensatori e le pensatrici che hanno esplicitamente tematizzato il legame tra corpo e pensiero?”, quanto piuttosto “Che ha fatto del proprio corpo un intellettuale di tradizione razionalista che ha scoperto il proprio corpo a cinquanta anni?”. La particolare vicenda biografica di Bellah si presta a essere utilizzata come una sorta di “esperimento naturale”: come mostreremo, la sua oscillazione tra esperienza vissuta (anche e soprattutto attraverso il suo corpo) e processi di simbolizzazione anche radicali (mediati, ma in maniera del tutto idiosincratica, da un testo importante come Love’s Body di Norman O. Brown) è sintomatica di un atteggiamento di imbarazzata consapevolezza (e, forse, fierezza) di ciò che si potrebbe fare con un corpo, “se solo potessi…”.

Coordinamento scientifico:
Massimo Leone, Direttore FBK-ISR

 

Ciclo di seminari: “(Dis)Embodiment in Religion and Ethics”

 

Il seminario si terrà in italiano

La presentazione avverrà in presenza in Aula Piccola FBK fino ad esaurimento posti e in modalità online

Per poter organizzare il collegamento è obbligatoria la registrazione entro il 20 marzo 2023 alle ore 12.00

***

Immagine: Affresco di Schweitzer

Speakers

  • Matteo Bortolini - Relatore ospite
    Università di Padova
    Matteo Bortolini è un sociologo, membro del Dipartimento DiSSGeA dell’Università di Padova. La sua ricerca in campo storico-sociologico si concentra sulla produzione di conoscenza esperta e non nel Ventesimo secolo, sugli scambi transatlantici tra intellettuali italiani e americani, e sulla storia dell’antropologia e dell’etnografia durante la Guerra Fredda. Il suo libro più recente, "A Joyfully Serious Life. The Life of Robert Bellah" (Princeton UP,2021) ha vinto il Distinguished Publication Award della sezione di History of Sociology and Social Thoughtdella American Sociological Association. Attualmente sta lavorando a una biografia dell’antropologo americano Clifford Geertz e a una serie di episodi di storia intellettuale italiana centrati sulla Fondazione Giovanni Agnelli e il suo primo direttore, Ubaldo Scassellati Sforzolini.

Registrazione

La registrazione a questo evento è richiesta.

Registration closed on 17/04/2024.

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