Quando il parto fa male oltre il fisico: chiavi di lettura bioetiche e penali della violenza ostetrica
FBK Aula Piccola
Fondazione Bruno Kessler - Polo delle Scienze Umane e sociali
Aula Piccola
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La violenza ostetrica è un fenomeno oggi al centro del dibattito mediatico e accademico, definito da taluni come “un problema sociale che colpisce e viola il diritto delle donne a decidere liberamente sulla funzione sessuale e riproduttiva del proprio corpo, impedendo che la loro salute sia pienamente garantita”. Ciò è legato al cambiamento di paradigma derivante dall’aumento dell’autonomia delle donne nelle decisioni relative alla propria salute come pazienti, in contrapposizione al modello paternalista tradizionale, ormai superato a livello normativo da strumenti come la Convenzione di Oviedo e la Legge sull’Autonomia del Paziente.
Nel contesto attuale, alcune delle pratiche comunemente segnalate come violenza ostetrica includono la patologizzazione dei corpi, l’uso eccessivo di tagli cesarei senza giustificazione medica, procedure invasive senza il consenso informato della donna, la somministrazione esogena di ossitocina sintetica, il divieto di essere accompagnate da una persona di fiducia o di utilizzare il metodo “pelle a pelle”, e naturalmente, l’assenza di un consenso pienamente informato che tenga conto delle circostanze personali o dei desideri della donna. Questi elementi evidenziano una possibile disconnessione tra pratiche assistenziali e bisogni delle pazienti e alimentano il dibattito su come possa essere rispettata l’autonomia delle donne nel parto, anche quando esse manchino di conoscenze mediche o vi sia un potenziale rischio per la salute del feto.
A livello internazionale, Paesi come il Venezuela o alcuni Stati del Messico hanno già legiferato contro la violenza ostetrica, anche nell’ambito penale. In Spagna esistono alcune sentenze che menzionano tale concetto e il Comitato per l’Eliminazione della Discriminazione contro le Donne ha stabilito che si è già verificata violenza ostetrica: la presentazione proporrà una valutazione olistica sull’opportunità di regolare la violenza ostetrica quale figura di reato specifica.
Sebbene sia fondamentale garantire la sicurezza della madre e del feto, è altrettanto cruciale rispettare il diritto della donna a decidere quali rischi sia disposta ad assumersi, affinché possa valutare le opzioni assistenziali insieme ai professionisti sanitari e prendere decisioni pienamente informate e consensuali sul proprio processo di parto. Alcuni autori inoltre collegano la violenza ostetrica alla violenza di genere. È fondamentale realizzare un’analisi approfondita su tale questione.
ADRIAN ROMERO BERENGUEL | Università di Saragoza, Spagna
L’evento, organizzato dal Centro di Studi Religiosi della FBK, si terrà in lingua spagnolo e italiano.
L’evento si terrà di persona nell’Aula Piccola della Fondazione Bruno Kessler fino a esaurimento posti e online.
È richiesta la registrazione entro il giorno 17 luglio 2025 ore 12:00 per poter organizzare il collegamento.
Relatori
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Adrian Romero Berenguel - SpeakerUniversità di Saragoza, SpagnaAdrián Romero Berenguel, dottorando presso l’Università di Saragozza, è infermiere e avvocato e sta trascorrendo un periodo come Visiting scholar presso il Laboratorio di Biodiritto dell'Università degli Studi di Trento.
Registrazione
La registrazione a questo evento è richiesta.
Registration closed on 18/07/2025.
Contatti
Organizzatori
L'iniziativa è stata realizzata anche grazie al contributo della Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali del Ministero della Cultura.