L’ULTIMA A MORIRE: Semiotiche della speranza fra religione ed etica.
FBK Aula Grande
Fondazione Bruno Kessler - Polo delle Scienze Umane e sociali
Aula Grande
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La giornata internazionale prende avvio da una constatazione condivisa: la percezione diffusa di un tempo attraversato da atmosfere cupe, segnato da una progressiva diminuzione della luminosità simbolica del mondo e da una crescente sensazione di fragilità delle condizioni di vita individuali e collettive. Guerre che riemergono nello spazio dell’esperienza europea, crisi ambientali che testimoniano un pianeta esausto e un generale slittamento dalla forza del linguaggio alla logica della forza contribuiscono a generare un sentimento di angoscia anticipatoria, orientato verso minacce ancora lontane ma percepite come in avvicinamento. In questo contesto, la domanda non riguarda soltanto che cosa si possa sperare, ma soprattutto che cosa significhi sperare: quale funzione semiotica, etica e religiosa possa assumere la speranza quando il futuro appare opaco e incerto.
L’incontro propone una riflessione interdisciplinare che intreccia semiotica, filosofia, teologia e studi culturali per interrogare la speranza come pratica interpretativa e come forma simbolica. La letteratura moderna e contemporanea offre figure paradigmatiche di questa tensione: dalle trasformazioni interiori e sociali narrate in Great Expectations di Charles Dickens, dove la speranza si confronta con disillusione e maturazione, all’orizzonte politico e collettivo evocato da André Malraux in L’Espoir, in cui la speranza emerge come costruzione condivisa di senso in condizioni storiche estreme.
Parallelamente, la tradizione filosofica e religiosa mostra la complessità di tale concetto: Seneca, nelle Epistulae morales ad Lucilium, invita a riconoscere l’intreccio fra paura e speranza come dinamica fondamentale dell’animo umano; Sant’Agostino concepisce la spes come tensione dinamica che orienta la comunità verso il compimento escatologico; Leopardi, nello Zibaldone, individua nella speranza una forza inerente e inseparabile dalla vita stessa, capace di persistere anche all’interno di un orizzonte radicalmente disincantato.
Accanto a queste genealogie classiche, la giornata si aprirà a riflessioni contemporanee che ridefiniscono il ruolo della speranza in contesti di crisi globale. Ernst Bloch, con Das Prinzip Hoffnung, interpreta la speranza come anticipazione utopica inscritta nelle pratiche culturali e nei desideri collettivi; Charles Péguy, nella figura della petite fille espérance, ne sottolinea la fragilità apparente e al contempo la forza generativa; Rebecca Solnit, in Hope in the Dark, propone una concezione della speranza non come previsione ottimistica ma come apertura radicale all’imprevedibile. In dialogo con tali prospettive, la testimonianza di Primo Levi in Se questo è un uomo ricorda come la speranza possa sopravvivere anche nelle condizioni più estreme, non come consolazione astratta ma come pratica minima di dignità e di resistenza.
Volutamente internazionale e interdisciplinare, l’incontro si svolge a Trento come spazio simbolico di dialogo tra tradizioni religiose ed etiche diverse, rifiutando una prospettiva esclusivamente europea per aprirsi all’ascolto di voci provenienti da altri continenti. Se “l’ultima a morire è la speranza”, allora la questione centrale diventa comprendere in che modo essa possa guidare l’interpretazione del presente senza ridursi a retorica o illusione.
La giornata intende dunque esplorare la speranza come dispositivo semiotico capace di articolare nuovi linguaggi per il futuro, trasformando l’angoscia contemporanea in un campo di elaborazione critica e di responsabilità condivisa.
PROGRAMMA
8:30 | The Semiotics of Somber Atmospheres
Massimo LEONE, ISR-FBK
Juan ALONSO ALDAMA, University Paris Cité-PHILéPOL
Federico MONTANARI, University of Modena and Reggio Emilia
9:00 | Gramsci Fractured. A Metatheory of Hope
Frédéric VANDENBERGHE, State University of Rio de Janeiro, Brazil
9:30 | The last to Die: The Narrative Complexity of Hope in India’s Epic text Mahābhārata
Seema KHANWALKAR, University of Ahmedabad, India
10:00 | Semiosis of Hope: Towards a Passion for the Possible
Yunhee LEE, Hankuk University of Foreign Studies, Seoul, Republic of Korea
10:30 | Discussione
11:00 | Pausa
11:30 | Esperançar (to Hope): The Semiotics of a Possible Future in Brazil and Latin America: Freedom, Imagination and Cognitive Justice
Clotilde PEREZ, University of São Paulo, Brazil
12:00 | The Subject of Hope: European and Extra-European orientations
Michael FACIUS, The University of Tokyo, Japan
12:30 | Stuck in Dysphoria. “War Atmospheres”: From Art Activism to the Possibility of Building Hope
Cristina DE MARIA, University of Bologna
13:00 | Discussione
13:30 | Pausa
15:30 | Roundtable with the Center for Religious Studies, FBK
Georgiana Diana APOSTICA, Daria ARKHIPOVA, Luca BRUNET, Lorenzo CORTESI, Valeria FABRETTI, Lucia GALVAGNI, Accursio GRAFFEO, Alessandro LONGO, Desy MACIS, Silvia OMENETTO, Boris RAEHME, Tommaso ROPELATO, Rebecca SABATINI, Debora TONELLI, Stefania YAPO
17:30 | Hopeful Final Remarks
Paolo COSTA, ISR/FBK
Coordinatori scientifici
Juan ALONSO ALDAMA (Université Paris Cité)
Massimo LEONE (ISR/FBK – University of Turin)
Federico MONTANARI (University of Modena and Reggio Emilia)
Enti co-organizzatori
Université Paris Cité
University of Modena and Reggio Emilia
Istituzione co-finanziatrice
MIC – Italian Ministry of Culture
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Immagine: Adobe Stock n. 1763201300
Contatti
Organizzatori
L'iniziativa è stata realizzata anche grazie al contributo della Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali del Ministero della Cultura.