BANDO PER L’ASSEGNAZIONE DI CINQUE BORSE DI PARTECIPAZIONE AL CONVEGNO INTERNAZIONALE “IL SENSO SOLINGO”

18 Agosto 2026

Sei un/a dottorando/a o hai conseguito un dottorato di ricerca in scienze religiose, semiotica, scienze della comunicazione o discipline correlate?

La tua ricerca affronta la solitudine nelle sue dimensioni religiose, etiche, sociali, tecnologiche, artistiche o semiotiche?

Ti invitiamo a candidarti per una delle cinque borse di partecipazione al convegno internazionale “Il senso solingo”, dedicato alle forme e ai significati della solitudine in una prospettiva interdisciplinare.

 

Abstract del convegno

Le citazioni sulla solitudine potrebbero essere moltissime, a riprova dell’universalità di questa condizione umana. Solitudine e umanità sono di fatto consustanziali, e chi non si è mai sentito solo forse manca di qualcosa che è profondamente umano. E forse oltre: anche gli animali non umani, e secondo alcuni anche le piante, possono soffrire di solitudine. Ma negli umani essa diventa linguaggio, e dunque frasi memorabili come questa, citazione notissima per chi conosce le lettere italiane:

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera”.

Questi versi di Quasimodo s’imparano a scuola, dove certo si ha esperienza della solitudine (quella degli insegnanti, spesso durissima, ma anche quella dei ragazzi e delle ragazze), ma dove comunque in molti casi la solitudine è vissuta come una fase della vita, come malinconia adolescenziale, come spleen passeggero. È solo vivendo che si capisce quanto invece la solitudine sia connaturata al vivere. Non è dunque facile parlare di solitudine, perché significa parlare della vita. Da dove cominciare?

Per un vezzo semiotico, si può partire dal linguaggio. L’italiano conosce gli aggettivi “solo”, “solitario”, “isolato”, “desolato”, per rimanere nello stesso ceppo lessicale, ma anche il più raro, colto, e profondamente italiano “solingo”, che esprime il senso poetico della solitudine, e dai poeti è stato amato e utilizzato, a partire dal più solo dei poeti italiani, e forse di tutti i poeti, ossia Leopardi. Altre lingue tagliano diversamente il campo semantico della solitudine: in inglese, una cosa è “solitude”, la solitudine come condizione dell’esser da soli, spesso ricercata; ben altro è “loneliness”, cioè la solitudine sofferta; che l’italiano non distingua fra le due rivela forse la diversa impostazione culturale ed emotiva delle due lingue e delle loro culture. Come di sovente, è il tedesco che articola già nel lessico una filosofia della solitudine, distinguendo fra “Einsamkeit”, la solitudine sia dolorosa sia contemplativa; “Alleinsein”, il semplice essere soli; “Vereinsamung”, il processo di progressivo isolamento; “Abgeschiedenheit”, il ritiro e la separazione dal mondo, anche in senso mistico; “Verlassenheit”, la condizione di abbandono, e così via. Ma il più dolce lessico della solitudine non poteva che venire da un’isola, anzi da un insieme di isole; il giapponese contiene 孤独 (kodoku), la solitudine profonda, spesso dolorosa o esistenziale; 孤立 (koritsu), l’isolamento oggettivo, come separazione dal gruppo; 独居 (dokkyō), il vivere materialmente da soli; 独り/一人 (hitori), l’essere soli, senza necessariamente soffrirne; 寂しさ (sabishisa), il sentimento affettivo di mancanza, vuoto o abbandono; 侘び (wabi), la sobrietà appartata come povertà volontaria e quiete imperfetta; 引きこもり (hikikomori), il ritiro prolungato dalla vita sociale, termine ormai d’uso anche in Occidente; おひとりさま (ohitorisama), la persona che svolge autonomamente attività normalmente condivise, con una connotazione anche positiva e contemporanea. L’intraducibile della solitudine si esprime però con una sola parola, il portoghese saudade, che più di tutte coglie poeticamente la metafisica della solitudine come presenza di un’assenza che, paradossalmente, continua ad agire emotivamente sul soggetto proprio in virtù di una sua scomparsa.

A partire da questa rete linguistica, lo sguardo deve poi poggiarsi sui testi della solitudine, nelle diverse lingue e nei diversi sistemi di segni, dalla narrazione verbale sino allo spazio, ma privilegiando quell’ambito tematico il quale, sia pure largamente inteso, costituisce il fulcro istituzionale del Centro per le Scienze Religiose della Fondazione Bruno Kessler: le religioni e l’etica a sfondo religioso. C’è molta solitudine nelle religioni; sia perché esse se ne occupano, e in un certo senso vi pongono rimedio attraverso la loro dimensione comunitaria, rituale, e a volte anche nello stesso sodalizio mistico con la trascendenza; sia perché esse spesso invitano ad abitare la solitudine, sia pure temporaneamente, per scoprirvi o una luce diversa su sé stessi e sul mondo oppure per incontrarvi il numinoso e il divino. Anacoreti, asceti, eremiti, e poi le declinazioni dei cenobiti, degli stiliti, dei dendriti: anche il lessico religioso abbonda di designazioni della solitudine.

In ISR (Centro per le Scienze Religiose) la religione non è però mai un punto di arrivo ma un punto di partenza che invita ad agganciare il sociale attraverso lo studio delle sue credenze e ritualità. A questo proposito, non si può trascurare che la “casa” del centro è la Fondazione Bruno Kessler, luogo nel quale la solitudine può essere tematizzata in più modi. Uno, oggi centrale, è quello del suo rapporto con la tecnologia. Come è stato analizzato nel seminario annuale dedicato dal centro a questo tema nel 2026, le tecnologie, e in particolare l’IA — che è sempre più il cuore degli interessi della Fondazione — possono creare nuova solitudine (davanti a schermi, chatbot, o realtà virtuali) ma possono anche lenirla in chi già ne soffre (attraverso diversi schermi, chatbot, e realtà virtuali); si pensi ai due estremi: quello degli hikikomori rinchiusi nelle loro stanze davanti a un computer e, all’altro capo dello spettro, quello di chi, malato terminale, trova invece nella realtà virtuale un’efficace cura palliativa per riaprirsi, quantunque limitatamente, al mondo.

L’altro elemento forte di riflessione sulla solitudine, implicito in un luogo come Trento, è quello che le deriva dalla sua geografia; interpretabile, di nuovo, come destino orografico di splendido isolamento fra i monti ovvero come ricercata e sofisticata autonomia.

Mille sono dunque le sfumature della solitudine, e il convegno finale 2026 organizzato da ISR a Trento, presso l’Aula Grande della Fondazione Bruno Kessler in Via S. Croce 77, ne sonderà alcune, tralasciandone inevitabilmente delle altre.

Una su tutte forse meglio delle altre coglie la paradossalità di qualcosa che gli esseri umani tentano di fuggire con tutte le proprie forze — la condizione della solitudine come desolazione e abbandono — e al tempo stesso ricercano con tutte le proprie forze per ritrovarsi, la solitudine come ritrovamento del proprio centro e della propria voce. Questa sfumatura è quella musicale, in particolare in quella figura del solista (musico, cantore, ma anche compositore) in cui sembra incarnarsi in maniera perfetta l’immagine verbale di Quasimodo: “ognuno sta solo sul cuor della terra / trafitto da un raggio di sole: / ed è subito sera”. Cala il sipario sulla vita e sull’umano, e l’esser soli ne è dato essenziale. Si nasce e si muore in solitudine, anche se le società e soprattutto le religioni cercano di tessere i loro linguaggi e i loro segni tutt’attorno a queste solitudini. Eppure, nel rapido rivolgersi di questa corta giornata fra la vita e la morte, a volte arriva un raggio, una trasverberazione, un incontro con la luce, una nota bellissima.

 

Panoramica del convegno

Tema: Il senso solingo: la solitudine nelle sue dimensioni religiose, etiche, sociali, tecnologiche, artistiche e semiotiche
Durata: Quattro giorni
Luogo: Trento, Fondazione Bruno Kessler
Date: 15–18 dicembre 2026
Lingua: Inglese

L’organizzazione del convegno mette a disposizione cinque borse di partecipazione (Conference Grants), ciascuna fino a un massimo di €300, destinate al rimborso analitico delle spese documentate di viaggio e pernottamento sostenute per partecipare al convegno. I coffee break e i pranzi indicati nel programma, nonché la cena sociale del 17 dicembre 2026, saranno offerti dal Centro.

Le candidature saranno esaminate da una commissione interna del Centro FBK-ISR.

I/le partecipanti selezionati/e prenderanno parte al convegno per l’intera durata e presenteranno la propria ricerca in corso in una sessione poster dedicata, concepita per favorire la discussione, il feedback scientifico e lo scambio con una comunità internazionale di studiosi/e.

 

Criteri di ammissibilità

Possono candidarsi dottorandi/e e dottori/dottoresse di ricerca in scienze religiose, semiotica, scienze della comunicazione o discipline correlate.

È richiesta una comprovata attenzione alla ricerca interdisciplinare e una chiara pertinenza del profilo o della proposta rispetto ai temi del convegno.

 

Come candidarsi

I/le candidati/e interessati/e sono invitati/e a presentare la propria candidatura entro il 16 ottobre 2026. Il dossier di candidatura deve includere i seguenti documenti:

  • Un curriculum vitae aggiornato, che evidenzi il percorso accademico e professionale;
  • Una breve lettera d’intenti di massimo 2000 caratteri, spazi inclusi, che delinei gli interessi di ricerca e spieghi la motivazione a partecipare al convegno;
  • Un abstract (massimo 300 parole) dell’intervento proposto. L’abstract dovrà evidenziare il rapporto con il tema della solitudine nelle sue dimensioni religiose, etiche, sociali, tecnologiche, artistiche o semiotiche.

La candidatura dovrà essere inviata in un unico file PDF via e-mail all’indirizzo [email protected] con oggetto: “Candidatura Conference Grant – [Cognome]”.

 

Criteri di selezione

Le candidature saranno valutate sulla base della qualità e chiarezza della proposta, della sua pertinenza rispetto al tema del convegno, della coerenza del profilo con l’impostazione interdisciplinare dell’iniziativa e della motivazione espressa nella lettera d’intenti.

 

Date importanti

  • Scadenza della domanda: entro il 16 ottobre 2026
  • Comunicazione degli esiti della selezione: entro il 30 ottobre 2026

 

TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI

Ai sensi dell’ art. 13 del Regolamento UE n. 2016/679 (GDPR), si informa che i dati personali che saranno forniti verranno trattati dalla Fondazione – nella sua qualità di Titolare del Trattamento dei dati personali – tramite strumenti manuali, informatici e telematici comunque idonei a garantire la sicurezza e la riservatezza dei dati stessi, esclusivamente nell’ambito della presente Call for Conference Grants e per gli adempimenti ad essa connessi.

Il conferimento dei dati è obbligatorio per presentare la propria candidatura. È diritto di ciascun candidato ottenere l’accesso, la rettifica, la cancellazione, la limitazione del trattamento, l’opposizione al trattamento per motivi legittimi, la portabilità e la proposizione di reclamo all’Autorità di controllo dei dati personali ai sensi del Capo III del GDPR.

L’informativa completa in merito al trattamento dei dati personali è disponibile all’indirizzo: https://bit.ly/FBK_Informativa_Privacy_ScientificManagementSupport

Il responsabile della procedura di selezione e del trattamento interno dei dati è Massimo Leone, Direttore del Centro per le Scienze Religiose FBK-ISR.

 

Contatti

Centro per le Scienze Religiose
Via S. Croce, 77, I-38122 Trento
e-mail: [email protected] | PEC: [email protected]

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