RELIGIONE E VIOLENZA

Le dinamiche tra religione e violenza sono da sempre molto complesse e possono essere analizzate combinando diversi campi e prospettive. Ciò che sorprende è soprattutto il tradimento delle aspettative: alla religione – a qualsiasi religione – attribuiamo la capacità di offrire un orizzonte di significato e una forma di armonia cosmica ed esistenziale. Quando ciò non accade, la religione ignora le nostre legittime aspettative e siamo portati a interrogarci sul suo ruolo e persino sulla necessità della sua esistenza.

Per comprendere come ciò sia possibile, in questa linea di ricerca, un primo livello di indagine si concentra sull’analisi dei testi sacri e delle loro tradizioni interpretative. Solo la conoscenza critica delle tradizioni testuali, infatti, permette di arginare qualsiasi strumentalizzazione del testo sacro, spesso utilizzata per legittimare la violenza. Un secondo livello di indagine riguarda la distinzione e la definizione di tre ambiti differenti, spesso confusi nell’uso (ambiguo) del singolo termine “religione”, ovvero: “religione”, “teologia” e “fede”. Solo a questo punto è possibile comprendere dove, come e perché ciò che viene ambiguamente definito come “religione” abbia a che fare con la violenza, sia nel sostenerla che nel contrastarla. Infine, questo progetto esplora l’impatto politico dell’ermeneutica biblica in un contesto sia geopolitico che tecnologico.

La prima fase del progetto è stata cofinanziata da Reset Dialogue of Civilization e dal Berkley Center for Religion, Peace, and World Affairs della Georgetown University

Date: 2019 - Ongoing

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