DICO DI NO

DIsCOrsi d’oDIo e culture giovaNili On line (DICO DI NO) è un progetto di FBK-ISR finanziato da Fondazione Intercultura Onlus e sviluppato con l’Unità Ricerca e Innovazione per la Scuola e con l’area Smart Cities and Communities del Centro Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ICT) di FBK. Il progetto si rivolge agli studenti delle scuole secondarie superiori con l’obiettivo di promuovere una riflessione sugli stereotipi, i pregiudizi, le discriminazioni e la violenza verbale nei confronti delle minoranze religiose, con particolare attenzione all’analisi di hate speech diffusi attraverso il web, i social networks e i media in generale. “Dire di no” alla chiusura e all’intolleranza per “dire di sì” alla conoscenza, all’incontro e al dialogo.

In affinità con il progetto internazionale Dangerous Speech, l’approccio del Centro per le Scienze Religiose (FBK-ISR) della Fondazione Bruno Kessler (FBK) muove dal considerare alcuni discorsi più “pericolosi” (dangerous) di altri, perché capaci di indurre  “paura della diversità” e forme di chiusura, e dalla convinzione che l’ambito educativo rappresenti il terreno privilegiato d’intervento per prevenire il rischio che tali forme di espressione inducano le persone, e nello specifico i giovani, a commettere o condividere forme di violenza argomentativa contro specifiche minoranze religiose e/o loro membri.

DICO DI NO fa parte del programma di ricerca e intervento Religious Intolerance: Open Challenges for Education e rappresenta l’estensione di un primo progetto-pilota, Racconta un’altra storia!, realizzato da FBK-ISR con alcune scuole secondarie della provincia di Trento, nell’anno scolastico 2017-18. A partire da questa esperienza, DICO DI NO propone ad una nuova serie di scuole un percorso teorico-pratico partecipato, che vedrà i ricercatori impegnati insieme agli insegnanti e agli stessi studenti nel raggiungimento dei seguenti obiettivi: a) la condivisione di informazioni corrette riguardo la diversità religiosa e la situazione delle minoranze in Italia; b) potenziamento delle capacità analitiche e critiche degli studenti nei confronti delle argomentazioni intolleranti/violente e della fruizione dei media; c) lo sviluppo delle competenze argomentative degli studenti utili alla decostruzione dei discorsi d’odio e alla produzione di contro narrazioni.

Intendiamo raggiungere questi obiettivi attraverso sei fasi:

1. STUDIANDO IL WEB ATTRAVERSO HATEMETER

Abbiamo monitorato il web attraverso Hatemeter, uno strumento “sensibile” all’individuazione dei discorsi d’odio. Uno strumento informatico messo a punto dall’unità Smart Cities and Communities di FBK, che ci ha permesso di individuare quali sono i temi e i linguaggi maggiormente utilizzati per discriminare, offendere, minacciare, le minoranze religione online.

2. INCONTRANDO E CONOSCENDO GLI STUDENTI, GLI INSEGNANTI E ALTRI ATTORI SOCIALI

Le evidenze raccolte con Hatemeter saranno discusse in alcuni focus group esplorativi con insegnanti, educatori, leader delle comunità religiose e associazioni attive sul campo della promozione dei diritti umani e dei migranti. Questi Incontri di carattere più propriamente organizzativo, presso ciascuna scuola, consentiranno poi di definire le attività progettuali per l’anno scolastico interessato.

3. CON UN LABORATORIO INFORMATICO – LA PIATTAFORMA VIRTUALE COMMUNICS

In ciascuna scuola sarà attivato  un primo laboratorio informatico durante il quale gli studenti parteciperanno, in piccoli gruppi, a esercizi computer-mediated finalizzati alla messa alla prova e allo sviluppo di capacità relative alla decostruzione dei discorsi intolleranti e/o d’odio e alla costruzione di contro-narrazioni. Verrà usata una piattaforma virtuale (Communics) sviluppata dei ricercatori dell’area Smart cities and communities di FBK e già sperimentata in precedenti progetti nell’ambito dell’educazione alla pace.

4. CON UN LABORATORIO DIDATTICO SU DIVERSITÀ RELIGIOSA, INTOLLERANZA E DISCORSI D’ODIO

Tutti gli studenti coinvolti nel primo ciclo di laboratori parteciperanno successivamente anche a un laboratorio didattico, che ha l’obiettivo di trasmettere conoscenze sul nesso diversità religiosa, stereotipi e discriminazioni, per arrivare a coinvolgere gli studenti nell’analisi delle pratiche discorsive intolleranti riferite alle religioni e alla diversità religiosa. Si discuteranno esempi di hate speech tratti da materiale collezionato nell’attività di ricerca svolta nella fase preliminare del progetto.

5. VALUTANDO IL NOSTRO PROGETTO

Valuteremo l’impatto delle nostre attività laboratoriali, misurando la maggiore consapevolezza nei confronti dell’identificazione e della decostruzione della violenza verbale. Verranno messi a punto degli strumenti quali/quantitativi specifici, come focus group e questionari, per comprendere l’efficacia del nostro intervento e come migliorarlo.

6. DIFFONDENDO RISULTATI

Ogni classe coinvolta dal progetto realizzerà dei prodotti che saranno presentati e  discussi in una serie di workshop, conferenze, o eventi similari, che saranno organizzati nelle realtà territoriali delle scuole coinvolte, al fine di promuovere l’impegno e il lavoro di studenti e insegnanti.


Chi siamo

Valeria Fabretti (Coordinatrice del progetto) e Alessandra Vitullo, Centro per le Scienze Religiose

Massimo Zancanaro e Carolina Rutta, Smart Cities and Communities, FBK-ICT

Claudia Dolci, Ricerca e Innovazione per la Scuola

Sara Tonelli e Rachele Sprugnoli, Digital Humanities

 

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